Traducción del Español al Italiano

En este apartado se irán colgando las traducciones del Español al Italiano. Por turnos, cada grupo colgará su traducción, luego el resto de estudiantes podrá hacer comentarios y sugerencias.

8 comentarios:

  1. "Spaino in a day" un giorno qualunque nella vita degli spagnoli.

    Come sono gli spagnoli? cosa li emoziona, li preoccupa, li intrattiene? a cosa si dedicano nel loro tempo libero?
    Dare una risposta a queste domande è l’obbiettivo del film Spain in a Day, un progetto che vorrebbe riflettere un giorno della vita degli spagnoli. Quel giorno è arrivato. Oggi sabato 24 Ottobre, è la data in cui qualunque spagnolo che voglia partecipare a questo film collettivo, deve prendere la sua telecamera e produrre qualcosa di semplice, come registrare il suo giorno ogni giorno.

    Spain in a Day, segue lo stellare film Life in a Day, prodotto da Ridley Scott a partire da piccoli frammenti di video registrati il 6 Luglio 2010 da differenti persone da parti diverse del mondo. Dopo la buona accoglienza del progetto iniziale, paesi come il Giappone, Regno Unito e Italia, iniziarono a realizzare la loro propria visione dell’esperimento. In Spagna, la direttrice Isabel Coixet, sarà incaricata di selezionare e dare unità ai video inviati.

    Coixet già conosceva i film precedenti quando TVE e Mediapro, produttori del progetto in Spagna, le proposero di farsi carico della versione spagnola. “Ero a Cannes quando lo presentarono. Assistetti alla prima, ero molto scettica però quando lo vidi rimasi impressionata”, raccontò la regista durante la presentazione del progetto nel festival di Vitoria passato. Ha visto anche il resto dei film derivati da quella. “Mi piacque molto anche quella giapponese che fu prodotta tre mesi dopo la tragedia di Fukushima, cosicché tutti i video trattano di questo. Però quella Italiana mi sembra meravigliosamente brutale”, spiega Coixet a proposito di una pellicola che raccoglie la testimonianza di un uomo minacciato dalla Camorra. E aggiunge “E’ una mescolanza di elementi universali e specifici che è dove mi piacerebbe arrivare con il nostro film”.

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  2. Martina, veo que has conseguido colocar tu trabajo en el lugar adecuado.

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  3. COMBATTERE LE FALSE EVIDENZE

    Il buon giornalismo, aldilà dell’impatto delle nuove piattaforme tecnologiche, ha delle regole chiare che esistono da tempo. Niente giustifica il suo indebolimento.

    Questo è un articolo di addio. Con l’obiettivo di prendere parte a un nuovo progetto del quotidiano, ho insistito affinché il Direttore accettasse le mie dimissioni dal ruolo di garante dei lettori, anticipando la fine del mandato prevista per febbraio dell’anno prossimo. Sono stati due anni e mezzo nei quali ho svolto il mio compito senza alcun tipo di interferenza o restrizione da parte della direzione e con la totale collaborazione della redazione.

    Il quotidiano ha adottato questa figura nel 1985, ed è stato il primo in Spagna a farlo. Il giornalismo e le sue istituzioni stanno attraversando un processo di profonda trasformazione e in questo dibattito si è considerato anche il ruolo del garante dei lettori, in particolare quando quotidiani pionieri come The Washington Post hanno fatto a meno di questa figura. EL PAÍS la conserva. Credo certamente che sostenere l’esistenza di un garante del lettore non sia semplice letteratura volta alla salvezza di un ordine. Oltre gli inevitabili errori che commettiamo, e che nel mio caso sono esclusivamente di mia responsabilità, questa figura può essere d’aiuto affinché i giornali migliorino la loro trasparenza, che tanto e a buon diritto esigono dalle altre istituzioni, nella propria sede. È significativo che Tom Rosenstiel, coautore di un libro di riferimento come “Gli elementi del giornalismo”, abbia messo a punto insieme ad altri ricercatori un approfondimento dei principi etici che definiscono la professione giornalistica.

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  4. Combattere le false apparenze

    Il buon giornalismo, messo al margine dall'impatto delle nuove piattaforme tecnologiche, prevede norme chiare che esistono da molto tempo. Nulla giustifica il suo indebolimento.

    Questo è un articolo di addio. Con l'obiettivo di unirmi ad un nuovo progetto del quotidiano, sollecitai il direttore affinché accettasse le mie dimissioni in quanto Garante del Lettore, anticipando la scadenza del contratto che sarebbe stato a febbraio del prossimo anno. Per due anni e mezzo ho esercitato il mio compito senza alcun tipo di ingerenza o condizionamento da parte della direzione e con la piena collaborazione della redazione.

    El País introdusse questo ruolo nel 1985 e fu il primo quotidiano spagnolo a farlo. Il giornalismo e le sue istituzioni stanno attraversando un processo di profonda trasformazione e in questo dibattito è stata coinvolta anche la figura del Garante del Lettore, visto che giornali all'avanguardia come The Washington Post hanno fatto a meno di questo ruolo. El País lo conserva. Ritengo sinceramente che appoggiare la sua esistenza non sia difendere gli interessi della stessa professione. A prescindere dagli errori inevitabili che commettiamo, e che nel mio caso sono esclusivamente di mia responsabilità, può essere d'aiuto affinché i quotidiani migliorino la trasparenza, che è richiesta nella stessa misura al resto delle istituzioni, al loro interno. È significativo che Tom Rosenstiel, coautore del libro di riferimento Gli elementi del giornalismo, abbia considerato insieme ad altri ricercatori un approfondimento sui principi etici che definiscono l'esercizio della professione. Con il solito obiettivo di avvicinarsi alla verità il più possibile, minimizzare il danno (per esempio, per quanto riguarda le vittime di un accaduto) e agire indipendentemente hanno accentuato la necessità di trasparenza. La apertura del sistema informativo determinata da Internet e la complessità imprenditoriale del panorama mediatico la rendono ancora più necessaria.

    Elena Brivio

    Gaia Calza

    Luca Gozzetti

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  5. Combattere le false certezze

    Il buon giornalismo, rimasto ai margini dell'impatto delle nuove piattaforme tecnologiche, ha alcune norme chiave che esistono già da tempo. Niente giustifica il suo indebolimento. Questo è un articolo di addio. Con l'obiettivo di inserirmi in un nuovo progetto del quotidiano, ho sollecitato il direttore perchè accettasse le mie dimissioni dal ruolo di garante del lettore, anticipando il termine del mandato previsto per febbraio del prossimo anno. Ho esercitato il mio compito per due anni e mezzo senza alcun tipo ingerenza o limitazione da parte della direzione e con la piena collaborazione della redazione. Il quotidiano si dotò di questa figura nel 1985 e fu il primo quotidiano spagnolo a farlo. Il giornalismo e le sue istituzioni stanno attraversando un processo di profonda trasformazione e in questo momento controverso è stato inserito il ruolo del garante del lettore, in particolare quando quotidiani autorevoli come il "Washington Post" hanno fatto a meno di questa figura. "El Paìs" la mantiene. Credo sinceramente che appoggiare l'esistenza di un garante del lettore non sia un puro discorso di sopravvivenza della categoria. Tralasciando gli errori inevitabili che abbiamo commesso e che nel mio caso sono esclusivamente di mia responsabilità, questa figura può aiutare i quotidiani a migliorare la trasparenza, che tanto e giustamente il lettore esige dal resto delle istituzioni, a casa sua. E' significativo che Tom Rosenstiel, coautore di un libro di riferimento come "Gli elementi del giornalismo", abbia approfondito con altri ricercatori i principi etici che definiscono la pratica del giornalismo.

    Giulia Cacciatori, Laura Furlan, Giulia Bianchi, Giorgia Pintus

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  6. Combattere le false certezze
    Il buon giornalismo, a fronte dell’impatto delle nuove piattaforme tecnologiche, ha regole chiare che esistono da molto tempo. Niente giustifica il suo indebolimento.

    Questo è un articolo di addio. Con l’obiettivo di prendere parte a un nuovo progetto del giornale ho sollecitato il direttore ad accettare le mie dimissioni dalla carica di “garante del lettore”, anticipando la fine del mio mandato che sarebbe stata a febbraio dell’anno prossimo. Sono stati due anni e mezzo in cui ho svolto il mio incarico senza alcuna interferenza o limitazione da parte della direzione e con la piena collaborazione della redazione.
    Il giornale è stato il primo quotidiano spagnolo ad adottare questa figura nel 1985. Il giornalismo e le sue istituzioni stanno attraversando un processo di profonda trasformazione e in questo dibattito è stato incluso il ruolo del “garante del lettore”, in particolare quando quotidiani pionieri come il Washington Post hanno omesso questa figura. El Pais la mantiene. Credo sinceramente che appoggiare l’esistenza di un “garante del lettore” non sia letteratura corporativa di sopravvivenza. A fronte degli errori inevitabili che commettiamo e che nel mio caso sono esclusivamente di mia responsabilità, questa figura può far sì che i giornali migliorino la loro trasparenza, che tanto e giustamente esigono dal resto delle istituzioni. È significativo che Tom Rosentiel, coautore di un libro di riferimento come Los elementos del periodismo, abbia esposto, insieme ad altri ricercatori, un approfondimento dei principi etici che definiscono la professione del giornalista. Oltre ai principi classici di avvicinarsi alla verità il più possibile, di minimizzare il danno (per esempio riguardo le vittime di un accaduto) e agire indipendentemente, ha sottolineato la necessità di trasparenza. L’apertura del sistema informativo che internet ha portato e la complessità a livello di impresa del panorama mediatico, la rendono più che mai necessaria.

    Anna Nedrotti, Sara Mandelli, Martina Marcello

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  7. Giulia Totti

    Julia Otero: "La televisione di qualità costa"
    La giornalista crede che il completamente gratis non esista per niente,
    "neanche nel giornalismo"

    Trent'anni lavorando nel settore dei mezzi di comunicazione sono serviti a
    Julia Otero per capire che nè ora nè in futuro la informazione costava poco e
    che qualcosa di completamente gratuito non esiste, e sostiene che la buona
    informazione abbia un prezzo e che il dibattito sta nel fatto che noi vogliamo o
    no pagare.
    Otero sostiene, in una intervista all'Efe, che a buon mercato è l'opinione e
    difende che in momenti difficili come quello che sta ora attraversando la
    Spagna è fondamentale che l'informazione sia rigorosa e verificata dal
    momento che "quando si predilige il 'law cost'", il sistema democratico viene
    meno.
    La giornalista, che ha conseguito il record di ascolto (626.000 ascoltatori) del
    suo programma 'Julia en la Onda', considera logico il fatto che la gente non
    avvalori i giornalisti quando non li si distingue dal "politico del partito" e critica
    il fatto che ogni volta sia più complicato trovare dati oggettivi sui media
    spagnoli, in cui tutto appare adatto a essere interpretato.
    Qual è la sua indagine della situazione attuale del giornalismo?
    Per il giornalismo questi non sono momenti migliori di quelli di altri settori,
    sarebbe molto assurdo che mentre il nostro mondo si sgretola, il giornalismo
    rimanga intatto.
    Tutti noi siamo circondati da persone in situazioni precarie e non solo nei
    settori giovanili, bensì in settori con una certa esperienza e prestigio e ciò,
    senza voler essere l'ombelico del mondo, aggiunge qualche elemento alla
    riflessione: senza il buon giornalismo, la democrazia si indebolisce.

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